Come deve essere un sito web per medici e studi professionali

Come deve essere un sito web per medici e studi sanitari

Un sito web per medici deve essere chiaro nei contenuti, accessibile da telefono e conforme alla normativa sulla comunicazione sanitaria. In concreto significa: informazioni professionali trasparenti (nome, specializzazione, numero di iscrizione all’Ordine), linguaggio comprensibile senza promesse di guarigione, contatti e prenotazione sicuri nel rispetto della privacy, struttura ottimizzata per smartphone e accessibile anche a utenti anziani, SEO locale per farsi trovare nella propria zona, e rispetto della “norma Boldi” (commi 525 e 536 della legge 145/2018) che vieta contenuti promozionali o attrattivi.
Va inoltre comunicata all’Ordine dei Medici la messa online del sito, con autodichiarazione di conformità deontologica.

Un sito medico efficace

Un sito web per medici funziona quando evita tre errori comuni (linguaggio troppo tecnico, dipendenza dai soli portali aggregatori, struttura improvvisata) e garantisce informazioni chiare sui servizi e conformità alla normativa sulla pubblicità sanitaria e per la privacy.

Oggi molti pazienti cercano online informazioni su medici, ambulatori e studi specialistici prima ancora di prenotare una visita. 

Per questo motivo avere un sito web professionale per il proprio studio medico non è più solo una scelta di immagine, ma uno strumento concreto per informare i pazienti e facilitare il contatto.

GLI ERRORI DA EVITARE

Navigando in rete, trovo ogni giorno siti web di professionisti sanitari che esistono ma non funzionano: non vengono trovati su Google, non convincono chi ci arriva, e in alcuni casi presentano problemi sul piano normativo.

Non si tratta quasi mai di problemi tecnici ma piuttosto di errori di impostazione (tre in particolare) che nascono da convinzioni sbagliate molto diffuse nel mondo medico e conoscerli è il primo passo per evitarli.

Errore n. 1: Il sito parla “medichese”

Un medico specialista ha trascorso anni a costruire la propria competenza, quindi è naturale volerla comunicare con il linguaggio che padroneggia meglio, quello scientifico. Il risultato sono siti web con termini come “oftalmopatia basedowiana”, “tireopatie autoimmuni”, “proptosi”, “iperparatiroidismo normocalcemico”, “fibrillazione atriale parossistica”, “neuropatia periferica” con pochissime spiegazioni fatte utilizzando un linguaggio comune di cosa sono quelle patologie.

Il problema è che il sito web non si rivolge ai colleghi. Si rivolge alla cassiera del supermercato che ha la tiroide ingrossata, al meccanico che ha scoperto un nodulo, all’avvocato che non capisce perché continua ad aumentare di peso nonostante mangi poco.

Queste persone non cercano “oftalmopatia basedowiana” su Google. Cercano “occhi sporgenti tiroide”, “nodulo tiroide cosa fare”, “endocrinologo Pisa”. E quando arrivano sul sito e trovano un muro di terminologia specialistica, escono. Perché sono venuti a cercare supporto e soluzioni, non a fare un corso di medicina.

C’è anche un secondo livello di resistenza che emerge spesso: la paura inconscia di “abbassarsi”, come se spiegare le cose in modo semplice significasse perdere autorevolezza agli occhi dei colleghi. In realtà accade il contrario: saper comunicare con chiarezza è una competenza rara e rispettata. Mi è capitato di assistere a congressi con relatori autorevoli che utilizzavano un linguaggio così chiaro, nonostante la platea fosse fatta da colleghi, da ottenere applausi e approvazione alla fine dell’intervento, ne sentivo i commenti e l’apprezzamento nelle pause fra un intervento e l’altro. Quindi, anche per un sito medico, pur senza rinunciare alla giusta terminologia, accompagnare le spiegazioni con un linguaggio comprensibile, aumenta la permanenza sul sito e la fiducia del paziente.

Un esercizio utile: prima di pubblicare un contenuto, chiedersi

“se lo spiegassi così a un ragazzino, lo capirebbe?”

Errore n. 2: “Faccio intramoenia, non posso avere un sito”

C’è un dubbio che mi viene posto spesso, soprattutto da chi lavora in regime di intramoenia:

“Posso avere un sito personale se sono dipendente ospedaliero?”

La risposta, nella quasi totalità dei casi, è sì. L’attività libero-professionale intramuraria è un diritto riconosciuto, e avere un sito che la comunica è non solo lecito ma consigliato. Non a caso si vedono molti specialisti in intramoenia già presenti su portali come MioDottore, il che dimostra che la presenza online è consentita.

Il problema dei portali aggregatori

Il problema però, con questo tipo di piattaforme, è che sono portali aggregatori che ti mettono in competizione diretta con decine di altri specialisti della stessa area. Il paziente vede una lista, confronta, sceglie in base alle recensioni o alla disponibilità. Sei una scheda tra tante: stesso formato, stessa struttura, stessi campi per tutti. Non c’è spazio per comunicare la tua specificità, la tua filosofia di cura, il tuo approccio. Il risultato è un appiattimento, perché agli occhi del paziente tutti gli specialisti sembrano uguali. Inoltre spesso lo specialista si ritrova con una scheda Google Maps associata al profilo aggregatore, senza averne la proprietà diretta e senza nessuna ottimizzazione SEO (è la strategia che aumenta la visibilità del sito nei risultati di ricerca di Google). Lo specialista è felice di vedersi su Google Maps, ma, ignaro di come funziona, sarà visibile solo per le ricerche di specializzazione + località. E questo non basta. Anche volendosi affidare a un professionista per ottimizzarne i contenuti, con le schede create per lui, si ritrova in un processo complesso di riscatto della proprietà che potrebbe non andare a buon fine.

Un sito personale è un’altra cosa: uno spazio proprio, dove raccontarsi, spiegare le patologie trattate con un linguaggio accessibile, rispondere in anticipo alle domande più frequenti, e creare un rapporto di fiducia prima ancora che il paziente prenda il telefono.

Il professionista che si occupa della realizzazione del sito spesso integra le informazioni sulla scheda Google Business (creata a nome del cliente), mantenendo una coerenza di contenuti fra sito e scheda.

Naturalmente il sito deve essere costruito nel rispetto delle normative sulla comunicazione sanitaria, ma questo vale per qualsiasi professionista, indipendentemente dal regime lavorativo.

Errore n. 3: Il sito costruito senza logica, ma con tanta buona volontà

Il terzo errore riguarda i siti fai-da-te, o quelli realizzati affidandosi a costruttori automatici, senza una reale conoscenza del settore.

“Ma mi faccio aiutare dall’AI…”

Certamente. Ed è per questo che, anche se cambia la grafica, da un punto di vista strategico risultano tutti uguali.

Un sito web ha bisogno di una struttura logica, frutto di progettazione, sviluppata sugli obiettivi specifici e pensata per accompagnare il paziente: dalla prima ricerca su Google, alla comprensione del servizio, fino alla decisione di contattare lo studio. Ogni passaggio deve essere progettato, non improvvisato.

Cosa deve avere un sito web per medici

Una volta evitati i tre errori, ecco cosa rende efficace un sito web per uno studio medico:

Informazioni chiare sui servizi

Il paziente deve trovare facilmente specializzazioni, prestazioni offerte, modalità di prenotazione, sedi e orari. Non sepolte in un curriculum di quattro pagine o in una lista di pubblicazioni scientifiche.

Struttura ottimizzata per smartphone

La maggior parte delle ricerche sanitarie (circa il 60%) avviene da smartphone, quindi un sito lento o difficile da navigare da telefono (ad esempio la pagina uguale a quella per computer ma piccola come lo schermo del telefono) perde pazienti prima ancora che abbiano letto la prima riga.


 Un sito che tutti possano usare, anche i pazienti meno digitali

Una parte importante di chi consulta un sito medico è composta da persone anziane, o da chi in un momento di preoccupazione non ha voglia né lucidità per decifrare menu complicati. Un sito pensato solo per utenti giovani ed esperti di tecnologia esclude di fatto una fetta consistente dei pazienti.

Progettare in ottica di accessibilità significa scelte concrete: caratteri di dimensione adeguata e ben leggibili, buon contrasto tra testo e sfondo, pulsanti e link facili da individuare e da toccare anche da smartphone, percorsi di navigazione lineari senza passaggi inutili. Il numero di telefono e le indicazioni per raggiungere lo studio devono essere trovati in pochi secondi, non essere il premio di una caccia al tesoro.


Questa attenzione non è solo cortesia verso il paziente, è anche un fattore che i motori di ricerca considerano positivamente, e che contribuisce a far percepire un sito come professionale e affidabile. Un sito accessibile non lascia indietro nessuno e nel settore sanitario questo conta più che altrove.

SEO locale

Un paziente che cerca “endocrinologo a Pisa” o “nutrizionista Livorno” deve poter trovare il sito. Questo richiede una struttura tecnica e contenutistica orientata alla ricerca locale, che non si improvvisa.

Pagina dedicata al professionista

Una pagina che presenti il medico, il percorso formativo e l’esperienza aiuta a creare fiducia, ma deve essere scritta per il paziente, non per i colleghi.

Contatti e prenotazione accessibili


Il sito deve permettere di contattare facilmente lo studio, tramite telefono, email o sistemi di prenotazione online. Il paziente non deve cercare il numero di telefono per cinque minuti.

Prenotazione online: comodità sì, ma in sicurezza

Un sito medico moderno non è solo una vetrina, può diventare uno strumento di lavoro che alleggerisce la segreteria e semplifica la vita al paziente. La prenotazione online è la funzione più richiesta in questo senso, ma va gestita con attenzione, perché coinvolge dati delicati.

Le soluzioni possibili sono diverse. Si va dai portali esterni di prenotazione fino a sistemi integrati direttamente nel sito. Ognuna ha vantaggi e limiti, e la scelta dipende dal tipo di studio, dai volumi e dalle esigenze organizzative. La regola che non cambia mai è una: i dati che il paziente inserisce per prenotare o per chiedere informazioni devono viaggiare in sicurezza.

Questo vuol dire moduli di contatto che trasmettono i dati su connessione cifrata (certificato SSL attivo), server affidabili, e soprattutto la consapevolezza che un modulo dove il paziente scrive il motivo della visita raccoglie di fatto un dato sanitario, con tutti gli obblighi che ne conseguono. Un modulo di contatto costruito senza questa attenzione non è solo poco professionale: è un rischio concreto sul piano della privacy.


Chi cerca un medico online non è un cliente qualsiasi

C’è una differenza che chi non conosce il settore sanitario tende a ignorare: la persona che cerca un medico online raramente è serena. Spesso è preoccupata, a volte spaventata, quasi sempre ha fretta di capire e di essere rassicurata. Non sta valutando un preventivo per rifare il bagno, sta cercando risposte su qualcosa che riguarda la propria salute o quella di una persona cara.

Questo cambia il modo in cui il sito va progettato. Un sito medico efficace non deve solo informare, deve accogliere. I colori, il tono dei testi, le immagini scelte devono trasmettere pulizia, competenza e serenità, evitando toni allarmistici o grafiche fredde. Chi arriva in uno stato di ansia ha bisogno di sentirsi nel posto giusto fin dal primo istante.

Sul piano pratico, questo significa mettere subito a portata di mano le informazioni che una persona in difficoltà cerca per prime: dove si trova lo studio, quali prestazioni vengono erogate, come e quando prenotare, come preparasi a una visita o a un esame.

Costringere il paziente a cercare queste informazioni tra pagine confuse aggiunge stress a chi è già in difficoltà, e spesso lo spinge ad abbandonare il sito.

Normativa e informazioni obbligatorie

Un sito web per medici non è solo uno strumento di comunicazione: deve rispettare indicazioni normative precise.

In Italia la presenza online dei professionisti sanitari deve essere conforme alle indicazioni della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e alle norme sulla pubblicità sanitaria. Il sito deve:

  • presentare informazioni corrette e verificabili sulle attività svolte
  • indicare chiaramente titoli professionali e specializzazioni
  • evitare contenuti promozionali ingannevoli o promesse di risultato
  • utilizzare un linguaggio facilmente comprensibile per l’utente

Oltre a questo, il sito deve essere realizzato nel rispetto del GDPR: informativa sulla privacy completa e un cookie banner visibile e conforme, non il classico box “questo sito raccoglie cookie” con un solo pulsante “ok”, che è ancora oggi uno degli errori più comuni e uno dei più a rischio di sanzione da parte del Garante.

Nonostante questi obblighi siano ormai ben definiti, molti siti web di studi medici non sono ancora adeguati. La progettazione dovrebbe sempre tenere conto non solo dell’aspetto grafico, ma anche del rispetto delle regole che disciplinano la comunicazione sanitaria e la tutela dei dati.


La “norma Boldi”: cosa si può e cosa non si può scrivere

Quando si parla di pubblicità sanitaria in Italia, il riferimento normativo principale è quello che viene comunemente chiamato “norma Boldi”, dal nome della senatrice che la propose. Non si tratta di una legge a sé stante, ma dei commi 525 e 536 della legge di bilancio 2019 (legge 145/2018), che disciplinano le comunicazioni informative di strutture sanitarie private e professionisti iscritti agli albi.

Cosa possono contenere le comunicazioni sanitarie

Il comma 525 stabiliva un principio chiaro: le comunicazioni sanitarie possono contenere solo le informazioni previste dal decreto Bersani (dl 223/2006, convertito nella legge 248/2006), nel rispetto della libera determinazione del paziente e a tutela della dignità della persona. 

Chi interviene in caso di violazione

Il comma 536 aggiunge la parte sanzionatoria: in caso di violazione intervengono gli Ordini professionali in via disciplinare, con segnalazione all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM). Lo stesso comma impone inoltre alle strutture sanitarie private di dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo [fonte: Ministero della Salute, Pubblicità delle professioni sanitarie ]

Gli Aggiornamenti

Un aggiornamento importante ha poi cambiato la formulazione. Nel 2023 il testo del comma 525 è stato modificato (legge 103/2023, di conversione del decreto-legge 69/2023), sostituendo il termine “promozionale” con “attrattivo”. 

La modifica è nata per adeguare la norma alle indicazioni della Commissione europea in tema di libera concorrenza (caso NIF 2020/4008). 

Un dettaglio pratico importante: mentre prima bastava un singolo elemento promozionale a violare la norma, oggi serve che il messaggio sia contemporaneamente attrattivo e suggestivo, e che possa indurre a un uso improprio dei trattamenti, un margine leggermente più ampio, ma il principio di fondo resta: la salute non è un prodotto da vendere a sconto [fonte: nota del Ministero della Salute, Direzione generale delle professioni sanitarie, prot. 0059184 del 25/10/2023, a firma dott.ssa Mariella Mainolfi]

La Delega agli Ordini Provinciali

Non esiste un’autorità nazionale che approva o boccia i siti dei medici. Il Ministero della Salute fissa il quadro generale, ma demanda la vigilanza ai singoli Ordini provinciali, che hanno il compito di controllare il rispetto delle regole di correttezza secondo i criteri di trasparenza e veridicità. È il comma 536 stesso a stabilirlo: in caso di violazione sono gli Ordini territoriali a procedere in via disciplinare.

Questo significa che l’interpretazione concreta di cosa sia “attrattivo e suggestivo” spetta all’Ordine di iscrizione del professionista. 

Lo stesso contenuto, in teoria, potrebbe essere valutato con sfumature diverse da un Ordine all’altro, anche perché la norma non fornisce una definizione precisa di questi termini e lascia un margine interpretativo che si esercita a livello locale.

Per il medico che sta realizzando il proprio sito, la conseguenza pratica è semplice: davanti a un contenuto borderline, il riferimento non è una regola valida ovunque, ma il proprio Ordine territoriale. Nel dubbio, la scelta corretta è verificare direttamente con l’Ordine di appartenenza. Conoscere questo meccanismo, e non solo il testo della norma, è ciò che permette di progettare un sito conforme senza sorprese.


Comunicare la pubblicazione del sito all’Ordine dei Medici

Un adempimento che molti trascurano riguarda la messa online del sito. Le linee guida FNOMCeO prevedono che il medico comunichi al proprio Ordine provinciale di iscrizione l’attivazione del sito web, allegando un’autodichiarazione che ne attesti la conformità alle norme deontologiche sulla comunicazione sanitaria. Nel caso delle strutture sanitarie, questo onere spetta al Direttore Sanitario.

Non si tratta di una semplice cortesia: pubblicare il sito senza darne comunicazione ufficiale all’Ordine rientra tra le condotte che possono dare luogo a rilievi disciplinari.

L’autodichiarazione, di norma, attesta che il sito riporta solo informazioni veritiere e documentabili, che non contiene elementi pubblicitari, promozionali, attrattivi o suggestivi, che non pubblica tariffe o offerte a fini commerciali e che utilizza un linguaggio sobrio e conforme al decoro professionale.

In teoria è prevista anche la possibilità di chiedere all’Ordine una valutazione preventiva del contenuto prima della pubblicazione. Nella pratica, però, gli Ordini raramente rispondono a questo tipo di richieste, e la responsabilità del messaggio resta comunque sempre in capo al professionista. Per questo la strada più efficace è comunicare la messa online con l’autodichiarazione di conformità, dichiarandosi al contempo disponibili a eventuali integrazioni o verifiche che l’Ordine ritenesse necessarie. In questo modo l’adempimento è assolto anche in assenza di riscontro (che è lo scenario più frequente).

Molti Ordini, infine, mettono a disposizione un proprio modulo dedicato per la comunicazione del sito e, dove esiste, è preferibile utilizzarlo. Conviene quindi verificare sul sito dell’Ordine territoriale competente se sia disponibile una modulistica specifica o se sia sufficiente una PEC con autodichiarazione firmata.

In concreto

Sul piano concreto, questo significa che un sito medico non può promettere risultati, non può pubblicare offerte a tempo o pacchetti scontati, non può usare toni commerciali aggressivi. Può, e anzi deve, spiegare con chiarezza chi è il professionista, cosa cura, come lavora e come essere contattato.

Conoscere questo confine è ciò che distingue chi progetta siti medici per mestiere da chi improvvisa: un errore di comunicazione qui non è una questione di stile, ma un rischio di sanzione per il professionista.

Attenzione all’uso di assistenti AI per referti e documentazione clinica

Sempre più software gestionali per studi medici integrano assistenti basati su intelligenza artificiale per velocizzare la scrittura di referti, lettere e documentazione clinica. È una funzione comoda, ma comporta un rischio troppo spesso sottovalutato.


I dati relativi alla salute sono una categoria di dati personali per cui il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) prevede una tutela rafforzata: l’art. 9 ne vieta il trattamento, salvo specifiche eccezioni, tra cui il consenso esplicito dell’interessato per quella precisa finalità.

Se nel prompt o nel testo dato in pasto all’AI vengono inseriti dati identificativi del paziente insieme a informazioni cliniche (diagnosi, patologie, terapie), si sta di fatto trasferendo in modo non autorizzato, i dati personali di un paziente, a un sistema terzo.


Se poi quel servizio AI ha sede o server fuori dall’Unione Europea, entra in gioco anche l’art. 44, che sottopone qualunque trasferimento di dati verso un paese terzo a condizioni specifiche, proprio per evitare che il livello di protezione garantito in UE venga compromesso.

I dati di un paziente non si cedono a terzi senza consenso

Anche il Fascicolo Sanitario Elettronico, che è gestito con tutte le garanzie del caso, richiede il consenso esplicito del paziente affinché anche i medici (che agiscono nel suo interesse) possano accedervi.
Se il paziente deve autorizzare esplicitamente persino il proprio medico a vedere il fascicolo, a maggior ragione nessuno può decidere di propria iniziativa di mandare quei dati a un sistema esterno per farsi scrivere un referto.

La regola pratica più sicura

Non inserire mai, in nessuna AI (gratuita o a pagamento che sia), il nome, i dati identificativi del paziente (Codice Fiscale, indirizzi, numeri di telefono ecc) e i dati clinici. Se si vuole usare l’AI per velocizzare la scrittura, è bene farlo in forma anonimizzata.

Questo non riguarda solo la responsabilità verso il paziente, ma anche la propria tutela legale come professionista.

Scegliere il professionista per realizzare il sito medico


Molti degli aspetti trattati in questo articolo, in particolare i vincoli normativi sulla comunicazione sanitaria, richiedono competenze specifiche che vanno oltre la semplice realizzazione tecnica di un sito, vale quindi la pena considerare che la specializzazione in siti medici non si misura dal numero di siti realizzati, ma dalla conoscenza reale del settore, come le regole deontologiche, i vincoli sulla comunicazione sanitaria o le esigenze specifiche di chi cerca un medico online. Sono competenze che non si improvvisano e che fanno la differenza tra un sito semplicemente ben fatto e uno realmente conforme ed efficace.

In sintesi

Un sito web efficace per uno studio medico non è quello più bello o quello con più pagine. È quello progettato con una logica precisa, compatibile con le norme sulla pubblicità sanitaria e che faccia sì che chi lo cerca lo trova, lo visita, capisce subito chi è il professionista, cosa cura, se fa al caso suo e come contattarlo.

UN ESEMPIO DI SITO WEB PER STUDIO MEDICO

Se vuoi vedere esempi concreti, puoi consultare la pagina dedicata alla realizzazione di un sito web medico professionale, in cui mostro 3 casi studio di come è progettato il sito di uno studio specialistico e i risultati ottenuti.

Come creo siti web per professionisti e studi medici

Con oltre 30 anni di esperienza nel settore medico scientifico, realizzo siti web in WordPress per professionisti e attività locali, con particolare attenzione alla chiarezza delle informazioni, alla struttura delle pagine e alla facilità di gestione nel tempo.

Se vuoi maggiori informazioni puoi consultare anche la pagina dedicata alla creazione di siti web professionali per sapere cosa è compreso nel servizio.

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